COMUNITÁ PASTORALE MARIA REGINA DEGLI APOSTOLI

Comunità Pastorale

Maria Regina

degli Apostoli

Barzago

Bevera

Bulciago

La parola del parroco

Maria Regina degli Apostoli

Uno dei nomi con cui Maria viene invocata è “Regina degli Apostoli”.
Nel 2008 al nascere della comunità Pastorale tra le parrocchie di San Bartolomeo in Barzago, Santa Maria Nascente in Bevera e San Giovanni
Evangelista in Bulciago, considerando come patroni due Apostoli e la Madre di Dio, venne scelto il titolo di Maria Regina degli Apostoli per
identificare questa unione.
Questo titolo può essere interpretato in due modi: si può intendere che Maria ha un ruolo di guida per gli Apostoli, oppure che lei stessa è
l’Apostola per eccellenza. Dopo quattordici anni da quella data e quasi al compimento del mio
quinto anno di presenza tra voi come parroco di tutta la Comunità, mi chiedo cosa possa ancora suggerirci questo titolo e questo affidamento.

Innanzitutto, ripenso a Maria come guida per gli Apostoli.

Uno dei prefazi delle Messe votive dedicate a Maria ci fa pregare così:
Ai piedi della Croce ella raccolse il testamento del figlio morente e divenne madre di tutti gli uomini rinati per quella morte a vita nuova.
Il riferimento è chiaramente al Vangelo di Giovanni, al capitolo 19: Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli
amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la
prese nella sua casa.
Essere chiesa, essere comunità non può prescindere da questo affidamento che ci fa sentire amati. Il nostro trovarci insieme, il nostro
formare una comunità non nasce dal caso, ma nasce proprio lì, sotto la Croce. Siamo affidati a Maria e lei diventa nostra madre.

Maria, in seconda battuta, è colei che è capace di tenere insieme,
maestra nell’arte della relazione.

Continua ancora il prefazio: Mentre gli Apostoli, fiduciosi nella promessa attendevano il dono dello Spirito, Maria si univa alle loro suppliche ed era con loro segno e modello della Chiesa in preghiera. In Atti degli apostoli, cap. 1, troviamo: Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C’erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo. Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con
i fratelli di lui.

 

 

La comunità degli apostoli è una comunità ferita. Sono undici, manca Giuda, e Mattia non è ancora stato scelto. È una comunità che ha vissuto la sofferenza, il senso di smarrimento, di inadeguatezza, della delusione.
Però restano, rimangono in quella stanza al piano superiore. Mi piace sempre ricordare che i nomi degli apostoli ci dicono la loro unicità, la loro diversità, la loro storia; i soprannomi ci dicono le loro caratteristiche e i loro difetti, eppure stanno lì, insieme. E proprio questo loro stare insieme costituisce un elemento fondante per le comunità di tutti i tempi. Comunità che vive uno stile quello cristiano alla sequela di Cristo appunto; ed è ciò che ritroviamo nel libro degli Atti al capitolo 2 dove si parla così della
comunità nata attorno al gruppo degli Apostoli: “Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere.
Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo”.
Ecco che da questo brano emergono i quattro pilastri della vita della comunità cristiana autentica:

L’annuncio
(erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli Apostoli).
La comunione
(erano assidui nell’unione fraterna; tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme; ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio).
La carità
(secondo il bisogno di ciascuno).
La liturgia
(erano assidui nella frazione del pane e nelle preghiere).
Sono ancora oggi i quattro punti che sostengono la vita della nostra comunità. Maria ne sosteneva i primi passi e continua oggi a sostenere e incoraggiare il nostro cammino.

Inoltre penso a Maria come apostola per eccellenza.

 

Se c’è un brano in proposito è quello della Visitazione. Maria conosce bene cosa significa affrontare il cammino della fede, portare l’annuncio della buona notizia. La prima cosa che possiamo notare in questo passo è che Maria va “in fretta” a trovare Elisabetta. Sarebbe potuta tranquillamente rimanere concentrata su sé stessa e sui suoi problemi, ma ha orientato la sua attenzione alla cugina Elisabetta. Cosa ha permesso a Maria di agire così? Il semplice fatto che portava in sé Gesù ed era piena di Spirito Santo. Non ha dovuto lavorare sodo per agire in questo modo: semplicemente è rimasta sé stessa, recettiva.

Il suo segreto non è infatti legato al fare, ma alla capacità di ricevere.

Quando impariamo a ricevere bene ciò che Dio ci dona, inevitabilmente questo si ripercuote positivamente sugli altri. Più siamo pieni di Dio, e più saremo in grado di condividere la Sua presenza. Cosa accade quando queste due donne si incontrano? Maria saluta Elisabetta, e questo saluto la colpisce talmente tanto che il figlio nel suo grembo sussulta. La presenza di Gesù nel grembo di Maria è così potente da far sì che una nuova vita sussulti nell’altra. Dovrebbe poter essere così anche per noi:

la presenza di Gesù nei nostri cuori dovrebbe essere talmente evidente da causare un sussulto
nella vita di chi incontriamo.


Come far sì che questo avvenga? Il primo passo è riconoscere che non si tratta di fare qualcosa madi essere autentici.

Se siamo uomini e donne pieni della Grazia di Dio e guidati dallo Spirito Santo, toccheremo la vita delle persone semplicemente per come siamo; potremmo così condividere Gesù attraverso la nostra gioia e la nostra semplice persona.


Il mistero della Visitazione ci mostra come Maria
sia perfetta sia come apostola che come madre, piena di Spirito Santo e inviata a portare nuova vita nel mondo. Il suo esempio di recettività, maternità, dono di sé e di fede diviene il modello per la nostra sequela; ci insegna come far nascere nuova vita. Imitiamo dunque il suo esempio, come singoli cristiani e come comunità, nell’uscire “in fretta” per portare Cristo nel mondo. Conclude infine così il nostro prefazio: Elevata alla gloria dei cieli, questa madre affettuosa protegge il tuo popolo nell’arduo pellegrinaggio e ne sostiene i passi sull’aspro cammino, in attesa del ritorno del Signore.

Davvero Maria, regina degli Apostoli accompagni la nostra comunità e il nostro cammino!

Don Giovanni