COMUNITÁ PASTORALE MARIA REGINA DEGLI APOSTOLI

Comunità Pastorale

Maria Regina

degli Apostoli

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Bevera

Bulciago

La parola del parroco

Lavori in corso: una comunità in cantiere

Chi in questi giorni si trova a passare nei pressi
della chiesa parrocchiale di Bulciago o segue i
primi passi per la sistemazione e messa in sicurezza dei cortili dell’oratorio di Barzago lo vede chiaramente: siamo circondati da impalcature, attrezzi, polvere e decisioni da prendere. Siamo all’inizio di un nuovo anno e ci ritroviamo, concretamente e fisicamente, dentro a un cantiere.

Se torniamo con la memoria a qualche anno fa, ricordiamo bene come anche a Bevera abbiamo vissuto un’esperienza del tutto simile, affrontando i lavori di ristrutturazione e restauro del Santuario, come anche la Chiesa dei Morti dell’Avello di Bulciaghetto…. Un passo dopo l’altro, con pazienza e sacrificio, quegli spazi sono stati rinnovati e restituiti alla preghiera e all’incontro di tutti.

Tutti questi passaggi non sono semplici coincidenze materiali. La settimana scorsa, durante le celebrazioni della festa patronale di Bulciago, abbiamo ricordato con gioia i 30 anni di sacerdozio di don Domenico Scibetta.
È stato proprio lui, nell’omelia della Messa, a
offrirci uno spunto profondo, uscendo dalle solite metafore:

nell’anniversario del suo ministero, don Domenico ha paragonato la vita cristiana e la vita sacerdotale proprio a un cantiere.

Da questa suggestione mi è nata spontanea una riflessione che può accompagnare l’intera nostra comunità pastorale lungo tutto il corso del nuovo anno.

Che cos’è infatti la Chiesa, se non un grande, fecondo e perenne cantiere aperto?

Lo abbiamo toccato con mano proprio in questo periodo intenso: veniamo infatti da tre settimane ricche ed esaltanti di feste patronali alle quali va aggiunta anche la festa dell’oratorio.

In tutte queste giornate abbiamo visto in azione un vero e proprio “cantiere di persone”: tantissimi volontari, giovani e meno giovani, che con entusiasmo, energia e spirito di servizio hanno lavorato fianco a fianco per un obiettivo comune.

È la dimostrazione più bella che il primo cantiere da far funzionare non è fatto di mattoni, ma di relazioni e disponibilità reciproca.

Spesso siamo tentati di immaginare la vita di fede come un edificio già finito, monumentale, perfetto, dove tutto è al suo posto e dove l’unica preoccupazione deve essere quella di mantenere immutato lo stato delle cose.

Ma la fede viva non può congelarsi nel passato. Una comunità che non ha più nulla da sistemare, da curare, da rinnovare o da sognare è una comunità che si è fermata.

La parabola di Gesù, la casa sulla roccia, in questo ci è da guida…. come non dimenticare il fondamento di tutto, che è il Signore stesso?Su di lui si costruisce la comunità e con lui cresce l’edificio di Dio che siamo noi! Essere “in cantiere” significa essere vivi, in ascolto dei tempi e desiderosi di fare spazio al Signore e al prossimo.

Abitare un cantiere – spirituale e materiale – ci chiede alcune virtù fondamentali che dicono molto di chi vogliamo essere: Pazienza, fiducia e visione del futuro.
All’inizio dei lavori si vedono solo transenne, disagi e polvere. Serve sguardo lungo per intuire la bellezza che nascerà sotto le impalcature.

Così è nella vita spirituale e comunitaria: serve
pazienza con i tempi di ciascuno, ricordandoci che Dio sta edificando qualcosa di grande anche quando attorno a noi percepiamo solo confusione o fatica.
Mani diverse, un unico progetto: In un cantiere edile collaborano figure con competenze del tutto differenti: architetti, muratori, elettricisti, carpentieri e braccia volenterose. Nessuno basta a sé stesso.
Allo stesso modo, tra Bulciago, Barzago e Bevera, la nostra comunità vive della ricchezza di doni, volti ed energie diverse.

Non esistono spettatori: c’è posto per tutti e c’è bisogno del contributo di ciascuno.
La fatica del rinnovamento che accoglie: Mettere mano alle strutture richiede impegno, sacrifici e la disponibilità a cambiare qualche abitudine radicata. Ma lo si fa con un obiettivo chiaro: rendere la nostra “casa” più sicura, bella e accogliente per chiunque vi muova i primi passi, a partire dai nostri bambini e ragazzi che torneranno ad animare gli spazi rinnovati dell’oratorio.
Non spaventiamoci allora dei rumori dei lavori o dei disagi momentanei.
Impariamo a guardare alle pietre che si sistemano e alle opere che prendono forma come al segno visibile di una Chiesa che, fondata sulla roccia che è Cristo, cresce, cammina, si rinnova e che si prende cura dei propri luoghi perché ha immensamente a cuore le persone che li abiteranno.

Un grande augurio di buon cammino a tutti noi e…buon lavoro nel nostro cantiere di comunità!

                                 Don Giovanni