COMUNITÁ PASTORALE MARIA REGINA DEGLI APOSTOLI

Comunità Pastorale

Maria Regina

degli Apostoli

Barzago

Bevera

Bulciago

Don Davide Canali

parroco di Bulciago
dal 1924 al 1958

 

Don Davide Canali, nacque a Costamasnaga il 10 Settembre 1881, fu ordinato sacerdote il 17 giugno 1905 e destinato a Bulciago come coadiutore del parroco don Antonio Farina. L’11 novembre 1924 alla morte del parroco don Antonio Farina fu chiamato a sostituirlo.  

Nel 1925 il nuovo sacerdote procedette alla riorganizzazione delle confraternite maschile e femminile.  Rinnovò l’arredamento ed i paramenti della chiesa. Nel mese febbraio la curia nominò don Mario Dusi come coadiutore della parrocchia.

Nel 1926 venne rimosso il concerto di campane che furono rifuse e rimontate dalla ditta Barigozzi di Milano.

Nell’agosto del 1927, una furiosa tempesta devastò i campi rompendo una grande quantità di tegole, che rese necessaria una riparazione dei tetti della chiesa e delle case di tutto il paese. In questo anno fu iniziata la costruzione dell’asilo parrocchiale e terminato il restauro dell’oratorio dei SS Cosma e Damiano.

Nel 1930 venne ultimato, dopo tre anni di lavoro, l’asilo parrocchiale. Venne inaugurato il 17 giugno, giorno in cui don Davide festeggiò il suo 25^ di sacerdozio. La gestione dell’asilo venne affidata alle Suore dell’Istituto del Prezioso Sangue di Monza, tutte animate da zelo e da spirito di sacrificio, il loro coordinamento venne affidato a suor Anna Maria Arlati.
Il coadiutore don Mario Dusi venne trasferito a Monza, senza che la curia ne predisponesse il cambio. Fortunatamente 
don Giovanni Fasoli, superiore del seminario di Lodi, che risiedeva in Bulciago in località detta dei Campi Asciutti aiutò don Davide nel suo ministero.

Nel 1931 La casa del coadiutore venne restaurata, rinnovando l’intonaco interno ed esterno, l’impianto sanitario e quello dell’acqua potabile.
Il sacerdote Guido Conti, originario di Bulciago, celebrò in parrocchia la sua prima. Venne destinato come coadiutore alla parrocchia di Olgiate Olona.

Il 1932 fu un anno di grazia, perché segnato dalla Missione dei padri di Rho che predicarono con tanto zelo e copioso frutto, nella seconda quindicina di Agosto. Il parroco promosse la raccolta e l’acquisto di oro e argento per realizzare un bell’ostensorio, di cui si sentiva il bisogno. Giuseppe Galesio, cesellatore modesto ma valente, preparò un bel disegno rinascimentale e lo tradusse egregiamente in opera.

Nel 1933 fu completato il restauro dell’altare e del tabernacolo. Sempre Giuseppe Galesio cesellò in bronzo la fronte e la porticina del Tabernacolo. La ditta dei fratelli Pagani, lavorarono intorno alla parte marmorea dell’altare, prima di soli mattoni, ed il nuovo Tabernacolo campeggiò sull’altare restaurato. La ditta Squassi ricoprì con marmo sintetico le lesene del presbiterio, facendo un magnifico portale per la sacrestia.

Nel 1934 fu inaugurata la grotta di Lourdes all’oratorio femminile. Venne acquistato un pianoforte per i saggi dell’asilo. Venne sostituito il pavimento dell’altare maggiore e del navata centrale della chiesa.

Nel 1935 un’aula dell’asilo venne trasformata in cappella con altare e balaustra in legno stile lombardo con quadri in medesimo stile.
Si acquistarono, paramenti ed arredi sacri, candelieri di bronzo, calice e pisside d’Argento (opera di Giuseppe Galesio).

Nel 1936 fu restaurato l’oratorio di Santo Stefano, in Bulciaghetto, portandolo all’originario suo stile basilicale (intorno al 1000) seguendo le poche tracce rimaste dalla manomissione del [1700] scoperte durante i preparativi di restauro.

Nel 1937 Le opere murarie in chiesa furono sospese. Si sostituirono parecchi arredi di metallo e si acquistò, sempre da Galesio, un artistico calice d’argento.

Nel 1938 iniziò la ristrutturazione della canonica. Anche le opere murarie in chiesa, sospese l’anno precedente, vennero riprese, si incanalarono le acque di scolo nella fognatura. Con opportuni lavori esterni, furono impermeabilizzati i muri per difenderli dall’umidità. Venne restaurato il battistero. Si fece il pavimento, e tutto l’intonaco. Il pittore Amedeo Cornali lo decorò con figure e simboli di ottimo disegno e buona colorazione. Artigiani locali provvidero ai mobili, il solito Galesio realizzò un ottimo coperchio di rame sbalzato per il fonte.

Nel 1939 Vennero pavimentate le due sacrestie, i due altari laterali ed il restante della chiesa. Venne rifatto l’intonaco dello zoccolo con buona malta di cemento, per dare consistenza a questa parte più d’ogni altra esposta ad urti e logorio, ed anche per contribuire alla lotta contro l’umidità. Si concluse l’opera iniziata dell’abbellimento delle lesene del corpo della chiesa: in marmo sintetico quelle viste della navata principale ed in stucco lucido quelle delle 2 navate laterali. Si acquistò un’artistica via Crucis in legno scolpita dal signor Angelo Pescarta di Ortisei in val Gardena. Si completò la pala dell’altare dell’asilo. Si sostituirono i 4 catenoni di sostegno della lampada ai 2 altari laterali e vennero rifatti i travetti portanti candele della via Crucis.
Il 24 settembre sua eminenza il cardinale Alfredo Ildefonso Schuster venne in visita Pastorale. Lodevole fu la frequenza ai Santissimi Sacramenti della popolazione in questa occasione. Sua Eminenza amministrò la Santa Cresima a 202 bambini e nella sua bontà si mostrò soddisfatto dell’andamento della parrocchia.

Nel 1940 don Davide registra la sua preoccupazione per l’entrata in guerra dell’Italia al fianco della Germania, con le seguenti parole: “…ma la guerra è sempre guerra e ci porta tanti sconvolgimenti nel vivere civile, tante apprensioni pei nostri figlioli soldati ed un incubo da cui non ci si può liberare perché l’avvenire nessuno lo può prevedere tranne che il Signore….”

Nel 1941 continua la guerra. I giovani del paese vennero mobilitati. Don Davide nel suo diario ringrazia il Signore che nessun parrocchiano sia rimasto vittima con queste parole “…Grazie al Signore nessun morto fin’ ora, parecchi feriti, qualche mutilato….”. In un’altra pagina del suo diario  riporta la sua preghiera e la preoccupazione per lo sviluppo del conflitto con le seguenti parole “…Tutti i nostri soldati vennero posti sotto la protezione dell’Addolorata, perché la pietosa Madre li riconducesse sani e vittoriosi. Un fatto inquietante fu la dichiarazione di guerra che la Germania fece alla Russia. “Abbiamo così contro anche questo colosso immenso per territorio e con circa 100.000.000 di popolazione. Che il Signore ci aiuti….”.

Il 1942 fu anno di grazia spirituale, dovuto alla santa missione predicata dai Padri Missionari di Rho per 15 giorni. La prima settimana per le donne la seconda per gli uomini. I predicatori furono bravi e zelanti ed il paese corrispose di buona volontà.
Dalle parole del suo diario traspare lo scoramento per l’andamento del conflitto “…La guerra non accenna a terminare…Purtroppo le nostre armi non si fanno onore nella campagna di Grecia. I nostri soldati poveri di armi e male equipaggiati sono tenuti in scacco dai Greci preparatissimi e potentemente armati di mezzi moderni. Anche in Africa le cose non andarono bene; le nostre colonie che tanto sangue e tanti sacrifici pecuniari ci erano costati, ad una ad una ci vengono tolte restando prigioniera la guarnigione ed i civili italiani che le abitavano….”.

Nel 1943 ancora parole di sconforto per l’esito dell’Italia nel conflitto, ma di speranza e di preghiera perché la guerra termini “… I mesi passano ma la pace non viene. Preghiamo tanto ma la preghiera non basta perché la vita nostra e ancora paganeggiante, la moda femminile è diventata scandalosa, e nonostante la campagna per la purezza indetta dalle nostre Associazioni di Azione Cattolica continua a peggiorare. Quel Signore che ha detto non chi dice Signore, Signore, ma chi farà la volontà del Padre …. aspetta ad esaudirci quando ci rifaremo una vita più cristiana, più consona alla sua Legge alla sua Volontà. Le cose della guerra volgono al peggio. L’America fin dall’anno scorso entrata in guerra contro di noi aiuta potentemente l’Inghilterra e la Russia. Quest’anno dobbiamo registrare la perdita della Cirenaica, della Libia e purtroppo anche lo sbarco del nemico in Sicilia. Sbarco che non abbiamo potuto impedire e nemmeno limitare. Tutta l’isola è occupata ed occupata pure la terra ferma fino a Napoli. Il fascismo che aveva dominato per 20 anni è scosso e riprovato, il duce deposto e fatto prigioniero. Il maresciallo Badoglio, a nome del Re, prende le redini del governo ed instaura una dittatura militare e domanda l’armistizio alla Gran Bretagna perché vede inutile ogni ulteriore sforzo.
Ma con l’armistizio non è cessata la guerra, i tedeschi non si sono ritirati dal nostro territorio e la guerra continua con tutti i suoi orrori con tutte le sue distruzioni. Abbiamo notizia del primo morto di Bulciago Conti Enrico, fratello del sacerdote don Guido Conti, morto assiderato dal tremendo inverno russo; ma purtroppo non sarà solo lui, perché altri cari giovani si sono sperduti nelle immense distesa gelate, durante il ripiegamento della nostra armata e non danno più notizie di sé….”.

Nel 1944 in Ottobre la visita pastorale dell’ arcivescovo Cardinale Schuster. Venne la sera del 3 e ripartì la mattina del 4. Amministrò la Santa Cresima a 163 bambini. Convenne che per l’Oratorio Maschile era necessaria un aiuto, e promise di mandarci un coadiutore specialmente per la gioventù.
Le cose vanno alla peggio pei repubblichini e pei tedeschi. Latente ma insidioso si insinua e si propaga il movimento partigiano. Si sente che presto scoppierà la rivolta.

Nel 1945 è scoppiata apertamente la rivolta partigiana. Tedeschi e repubblichini sono diventati feroci e cercano di soffocarla nel sangue ma non vi riescono. Il Duce e compagni dopo aver fatto man bassa del tesoro dello Stato tentano la fuga cercando di oltrepassare il confine svizzero nei dintorni di Como a Dongo però sono raggiunti, depredati e giustiziati sommariamente. I loro cadaveri (cosa orribile e biasimevole) furono sospesi col capo all’ingiù nel piazzale Loreto a Milano ed esposti al ludibrio della folla! Sic transit gloria mundi! Anche Bulciago ebbe la sua parte e purtroppo le sue vittime in questa vicenda, si ricordano Fumagalli Carlo di Bulciaghetto e Preda Giannino, caduti in combattimenti con i repubblichini tra il 25 ed il 27 di aprile. 
In giugno fu accolto don Rosalindo Fassi di Vanzaghello come coadiutore, giovane di belle speranze, consacrato nel Maggio 1945. Provvisoriamente egli è ospite del parroco essendo la casa del coadiutore ancora occupata dagli sfollati. Con lui riprendono a funzionare le varie branche delle associazioni cattoliche, è un buon risveglio, c’è dell’adesione il Signore voglia che sia duraturo.no.

Nel 1947 Inizio della costruzione dell’oratorio maschile. La signora Maria Adele in Carpani si aggrava nella sue condizioni di salute e nel settembre 1946 abbandona questa terra. Nel suo testamento ha mantenuto i suoi impegni morali ed ha nominato erede dell’appezzamento «Chioso» la Chiesa di Bulciago. Costruire l’oratorio su di esso soleva dire difficoltà di formare una buona pianta di Oratorio, e spesa enorme per avere un luogo pianeggiante. Dall’altra parte della strada (verso Est) vi è il campo detto della «Breggia», che è regolarissimo nei suoi contorni ed è quasi pianeggiante di proprietà dei signori Pegazzano-Taverna. Si fa la richiesta del cambio: Casa Pegazzano annuisce e la Curia stabilisce i termini del contratto. Cambio del terreno «Chioso» con quello «Breggia». Pagamento di £ 100.000 (centomila) da parte della casa Pegazzano alla Parrocchia (perché il Chioso e più vasto della «Breggia). Tutte le spese di trapasso a carico della casa Pegazzano.
Prima ancora che le pratiche burocratiche siano ultimate, si dà inizio alla costruzione dell’oratorio su progetto concordato con il parroco. Il nuovo oratorio comprenderà da un lato 8 locali a terreno per aule di insegnamento, e sedi di associazioni parrocchiali  più spazioso porticato e terreno: 6 locali al I° piano, per abitazione del coadiutore e vasta terrazza. Dall’altro lato verso ponente vi sarà: un vasto salone teatro, un portico spazioso, una chiesina. Chiuso da questi due lati e da due altri di cinta vi è il campo sportivo di metri 40 x 75. «in nomine domini» si è dato inizio ai lavori.
Per finanziarne la costruzione la Curia concesse la vendita dell’attuale casa del coadiutore. I fratelli Motta di Luigi acquistarono la casa del coadiutore e l’annesso orto e rustico.

Gli anni tra il 1948 ed il 1950 furono di intenso lavoro per la costruzione dell’oratorio maschile. La ditta Sangiorgio Massimo di Brongio ed alcuni muratori isolati provvidero ad elevare fino a 2 metri sopra terra la parte ovest (teatro e chiesina) e la cinta dal lato sud ed est. La ditta Fratelli Pozzi di Sirone ha compiuto il lavoro rustico dal lato nord (aule e abitazione del coadiutore).
Nel giugno del 1948, padre Cesare Arrigoni dei Padri Somaschi, nostro concittadino, in occasione della sua Prima Messa racchiudeva nell’apposito loculo (il sifone d’angolo destro del salone verso il cancello) la pergamena ricordo della Fondazione.
Nel giugno del 1949 padre Mario Manzoni, pure dei Somaschi, nostro concittadino, in una simpatica festicciola inaugurava l’esercizio del nuovo oratorio non ancora terminato. Infatti il lavoro per la parte ovest (salone ecc.)venne sospeso, mentre la ditta dei fratelli Pozzi ultimò le finiture della parte nord (aule e abitazione). Il 21 agosto sua eminenza il cardinale Schuster, venne in visita pastorale  e grazie a Dio  si mostrò soddisfatto dell’andamento della parrocchia.

Tra il 1950 ed 1951 continuano i lavori di finitura delle aule e dell’abitazione del coadiutore. Purtroppo i fondi servirono solo a pagare i debiti contratti negli anni precedenti, con la conseguente sospensione dei lavori di completamento della struttura. 
In questo periodo l’amministrazione comunale, permise al parroco di trasformare la cappella centrale del cimitero in sepoltura dei parroci. Vennero scavati i loculi, fu chiuso il portico della facciata, si  costruì l’altare in marmo, si pose il pavimento ed il pittore Fiorentini decorò la cappella.

Nel 1952, nel mese di marzo per 15 giorni, i padri cappuccini Macario ed Emiliano condussero le Santissime Missioni. I padri furono bravi, la gente corrispose, tante comunioni, tanto entusiasmo tanto bene. Quest’anno, per desiderio della popolazione, si rifece la 3a campana che da tre anni non si suonava più perché fessurata. Si restaurò l’orologio che da tempo non funzionava, l’interno del campanile fu restaurato ed infine si decorò la facciata della chiesa e restaurato il tetto.

1953 Il sacro fuoco acceso dalle Missione dello scorso anno va affievolendosi. Gli oratori non sono frequentati come lo dovrebbe essere e non hanno quella vitalità che dovrebbero avere. La dottrina cristiana va perdendo tutti i giorni, c’è troppa smania di guadagnare e di divertimento, la maggior parte si accontenta della messa mattutina e non rispettano il riposo festivo come dovuto.
Venne istituito in parrocchia il Terz’ordine dei Servi di Maria vi sono una trentina di iscritti e fanno benino.
Come desiderio di sua eminenza alla messa più frequentata che la messa prima al posto del vangelo si spiega la dottrina ripetendo la lezione spiegata nel pomeriggio della domenica precedente.
La chiesetta dei santi Cosma e Damiano, costruzione antica, minacciava di cadere almeno nella parte sopra l’altare, presentando delle fenditure allarmanti nella volta e nelle pareti. Si è subito proceduto al puntellamento della volta, si son messe delle robuste chiavi di ferro ben stese con bulloni, si sono anche sopraelevati i muri perimetrali per far spazio ad una capriata che doveva reggere il tetto, capriata che prima non c’era e il legname grosso del tetto poggiava direttamente sulla volta. In luglio, nonostante rimanendo ancora da pagare l’ultima parte del debito contratto, si è deciso di continuare i nuovi lavori. Per la fine dell’anno l’opera è finita esternamente ma nell’interno solo il salone.

Nel 1954 Il 6 gennaio, la parrocchia si associa al giubilo della diocesi per la solenne entrata del nuovo arcivescovo monsignor Giovanni Battista Montini.
Istituzione del terzo ordine di San Francesco con una quarantina di scritti che presentano buona volontà.
Le donne di azione cattolica hanno preso in custodia i fanciulli lavorando con zelo.
La costruzione del nuovo cinema – Teatro e cappella sono ultimati esternamente. Da completare rimangono internamente cappella, palcoscenico e sottopalco. Per il momento si è completata il salone cinema che già funzionava sotto la direzione dell’assistente don Lino Fassi.
È l’anno Mariano. Anche a Bulciago si è voluto dare una speciale solennità. Nel mese di maggio durante la settimana mariana, venne esposta solennemente l’Addolorata, che fu frequentata con grande affluenza dal popolo intero.
Il 30 agosto, a Venegono moriva sua eminenza il cardinale Schuster. La nostra parrocchia partecipò ai solenni funerali del 2 settembre.
Nel mese di ottobre fu consacrata all’Immacolata la cappella dell’oratorio maschile.

Il 1955 è l’anno della messa d’oro del parroco don Davide. Il 25 e 26 aprile, pellegrinaggio parrocchiale ad Assisi e Loreto. Il 19 giugno, festa giubilare della messa d’oro del parroco. Preparata con solenne triduo, tenuto dal padre cappuccino Emiliano. Quasi totale partecipazione ai Santi Sacramenti da parte della popolazione. Si festeggia solennemente per ringraziare il Signore dei 50 anni di sacerdozio spesi tutti per Bulciago. Discorso del Sindaco Viganò Dante. Omelia del neo parroco di Molteno don Giuseppe Biffi. Grande illuminazione e parate. Si stampa un numero unico del bollettino parrocchiale che rimane in archivio.
Il 22 agosto 1956, dopo 25 anni di assenza rientra in parrocchia, e festosamente accolto,  il concittadino padre Francesco Ghezzi missionario nel Pakistan orientale. Il 19 settembre 1956, festa popolare con solennità in onore del XXV di messa del padre Ghezzi.
Il mondo comunica, la tecnica progredisce, arriva anche a Bulciago la televisione.

Nel 1956 Venne riordinato il campanile, il castello campanario, e l’orologio. Le campane ora suonano bene, speriamo che la fede risuoni meglio nelle anime.
A settembre venne festeggiato don Guido Corti, concittadino e vicedirettore della Sacra Famiglia di Cesano Boscone, per il suo XXV di messa.

Nel 1958 la salute del parroco e un po’ scarsa. Gli anni e gli acciacchi della vecchiaia si fanno sentire. Per fortuna c’è il coadiutore che supplisce e nelle feste l’aiuto dei sacerdoti Guanelliani di Cassago. Il 9 ottobre muore Pio XII. Il 28 ottobre elezione di S.S. Giovanni XXIII, cardinale. Angelo Giuseppe Roncalli, Patriarca di Venezia, nato a Sotto il Monte di Bergamo nel 1881. Il 25 ottobre abbiamo la santa cresima a 98 bambini e bambine. da parte del vicario generale sua eccellenza monsignor Schiavini. 

Nel 1959 il parroco è sempre ammalato. La sua salute lo costringe a ritirarsi nella camera, dove può celebrare messa sempre con l’assistenza di un sacerdote. La parrocchia viene però assistita dal coadiutore don Fassi, che viene aiutato anche dei Padri Guanelliani di Cassago per le messe festive. Il 25 agosto pellegrinaggio a Venezia per San Pio X. Il 12 maggio improvvisamente alle 7 del mattino il parroco ha un attacco di trombosi celebrale. Don Lindo Fassi gli amministra i Santissimi Sacramenti, espressamente voluti dal parroco stesso. Alle ore 10 entra in stato comatoso, perde la conoscenza e si dibatte tra la vita e la morte per 48 ore fino alle ore 1:45 del 14 maggio. Uomo semplice, umile, sempre aperto e tacito, che nel silenzio, nel lavoro, e nella preghiera fece tanto bene a Bulciago. Il 16 maggio, solenni funerali, a spese del comune, di sincera e devota riconoscenza per il tanto bene fatto nei suoi 54 anni di sacerdozio a Bulciago. Partecipazione totale della popolazione. Don Guido Conti sacerdote di Bulciago, legge un bellissimo e denso omaggio alla salma rievocando la vita, le virtù e le opere. Al cimitero il sindaco Motta Gianni espresse a nome di tutta la popolazione il ringraziamento e il devoto omaggio. In sua memoria venne stampato un numero unico. Venne sepolto nella cappella dei parroci al cimitero, da lui costruita nel 1957. Il 19 maggio arriva il vicario Padre Manoleni Pietro della congregazione preti vicari.