COMUNITÁ PASTORALE MARIA REGINA DEGLI APOSTOLI

Comunità Pastorale

Maria Regina

degli Apostoli

Barzago

Bevera

Bulciago

San Bartolomeo di Barzago

Cenni storici (pag.1)

Il sorgere del più antico luogo di culto in Barzago è riconducibile al processo di sviluppo socioeconomico registrato dopo l’anno Mille in tutti i settori: agricolo, artigianale, commerciale, culturale. Il conseguente incremento demografico determina il costituirsi di nuovi insediamenti abitati. In questo complesso quadro geopolitico evolvono esperienze innovative sul piano civile: prima con i liberi comuni, quindi con le signorie, che favoriscono o concorrono a innalzare cappelle, oratori, chiese nei pressi dei villaggi. Luoghi di culto che progressivamente conquistano una propria dignità diventando il fulcro dell’azione liturgica della comunità cristiana e, di conseguenza, sono in essi decentrate le prerogative della chiesa plebana, che per Barzago è quella di San Vittore di Missaglia.

L’esistenza di una chiesa dedicata a San Bartolomeo in Barzago è attestata verso la fine del secolo XIII. È registrata nel più antico repertorio di santi che sono venerati in diocesi: il Liber Notitiae Sanctorum Mediolani, in corrispondenza delle chiese e altari in memoria dell’apostolo.

E ne troviamo conferma nel successivo catalogo, ossia la Notitiae Cleri Mediolanensis de anno 1398, nel quale è registrata la Cappella di Barzago tra quelle appartenenti alla pieve di San Vittore di Missaglia. Consolidandosi, la rettoria di San Bartolomeo è censita nella Compartizione dell’estimo del Monte di Brianza fatto l’anno 1456. Concorre poi a corrispondere la propria quota a sostegno della istituzione dei seminari milanesi secondo i dettami del Concilio tridentino, come si evince dal Liber Seminarii Mediolanensis del 1564, quando è titolare del beneficio il sacerdote Ambrogio Isacchi.

A metà del Quattrocento la rettoria di San Bartolomeo di Barzago ha già acquisito la propria autonomia rispetto alla plebana di San Vittore di Missaglia, perché il 25 aprile 1454 emerge, da un atto notarile, il nome del titolare del beneficio che è il sacerdote Georgius de Labereta, tuttavia non possiamo escludere che altri lo abbiano preceduto. Nella seconda metà del secolo invece, l’elenco dei sacerdoti investiti del beneficio di San Bartolomeo apostolo di Barzago progressivamente si consolida, ma diventa regolare solo dopo la seconda metà del Cinquecento.

Notizie meglio dettagliate sulla cura di San Bartolomeo di Barzago provengono dagli atti delle visite pastorali successive al Concilio di Trento (1542-1563), in ordine ai luoghi di culto in particolare, stato spirituale della comunità, beneficio parrocchiale, istituzioni in essa presenti.

La più antica è quella del primo delegato di San Carlo il gesuita padre Leonetto Chiavone, effettuata il 14 novembre 1567. Il luogo di culto è ad una sola navata. Misura in lunghezza 10,71 metri e in larghezza 5,95 metri. L’aula è coperta di sole tegole, non c’è il campanile, ma soltanto una campanella sorretta dal pilastro con la fune che pende innanzi alla porta di ingresso. Gli altari sono tre: il maggiore, l’altare di San Rocco e quello della Beata Vergine Maria. Il cimitero non è chiuso da alcuna siepe. La chiesa è separata dalle abitazioni del villaggio dove si trova la casa parrocchiale. Le anime che ricevono l’Eucaristia sono 230, tutte confessate eccetto una. Da poco è stata istituita la Scuola del Santissimo Sacramento e già sono parecchi gli iscritti. Il parroco insegna la Dottrina cristiana nei giorni festivi. Nella circostanza si presenta Giovanni Paolo Perego e a nome proprio e di quelli della Cascina Bevera, chiede che la stessa sia aggregata alla cura di Barzago per essere troppo lontana dalla chiesa parrocchiale di San Vittore di Brianza.

San Carlo giunge nella cura di Barzago domenica 19 agosto 1571 a tarda ora, perciò si ritira nella casa del nobile Giovanni Battista Isacchi per pernottare. Inizia la visita pastorale il giorno successivo di buon mattino con la celebrazione della Santa Messa. La situazione della parrocchia è pressoché invariata rispetto a quanto rilevato dal suo delegato qualche anno prima.

Il primo disegno a penna che delinea l’antica chiesa di San Bartolomeo di Barzago reca la data del 6 maggio 1578, realizzato per rappresentare la cappella da costruire sul lato meridionale a forma di guscio. L’aula differisce leggermente nelle dimensioni rispetto al precedente decennio: ora è lunga 12,47 metri e larga 8,31 metri. Questo edificio è abbattuto perché decadente e ricostruito, come attesta il visitatore Giovanni Pietro Barchio il 21 giugno 1592. Il nuovo tempio è consacrato domenica 12 ottobre 1603 dal vescovo di Bobbio Mons. Francesco Cittadini, evento documentato dalla lapide marmorea oggi affissa alla destra dell’ingresso, sul frontespizio.

Ora, oltre all’altare maggiore collocato nel presbiterio, sono presenti due cappelle: una dedicata a San Rocco, dove c’è l’altare della B.V. del Rosario sede della relativa Confraternita, e una in memoria di San Sebastiano e qui celebrano i padri domenicani delle Grazie di Milano per soddisfare il legato di Giovanni Battista Isacchi; secondo quanto riportato negli atti dell’arcivescovo Federico Borromeo il 5 luglio 1611.

Bibliografia essenziale: I. ALLEGRI, San Bartolomeo di Barzago – Dalle origini all’Ottocento, Barzago 1999, p. 271. AA.VV. Barzago d’una volta, Barzago 1989, p. 308. W. MAURI, Dal silenzio al suono ritrovato, Barzago 2006, p. 63.

Cenni storici (pag.2)

Aspetto artistico e architettonico (pag.1)

Aspetto artistico e architettonico (pag.2)